"Il satellite proibito" - читать интересную книгу автора (Budrys Algis)3In cima alla salita, il viottolo s'incurvava seguendo la parete del precipizio e diventava una striscia asfaltata che correva accanto a un prato d'erba fitta e ben tagliata, verdescura. Innaffiatori automatici mantenevano quell'erba scintillante di umidità. Cactus e palmeti crescevano in aiuole immacolate, ombreggiate da cipressi torreggiami. Una casa bassa, di legno di cedro, era rivolta verso l'ampio prato, e la sua parete di vetro più vicina guardava, oltre il precipizio, verso il grande oceano azzurro. Una lieve brezza faceva stormire i cipressi. Al centro del prato c'era una piscina. Un'esile donna bionda dalle lunghe gambe, abbronzatissima nel costume giallo a due pezzi, era distesa bocconi su un grande asciugamano, e ascoltava la musica di una radio portatile. Sull'erba, accanto a un Connington riabbassò la mano che aveva alzato in un gesto di saluto. — Claire Pack — spiegò a Hawks, guidando la macchina intorno alla casa e fermandola su uno spiazzo di cemento davanti alla doppia porta di un — Abita qui? — chiese Hawks. Dalla faccia di Connington era scomparsa ogni traccia di soddisfazione. — Già. Venga. Salirono una scala d'ardesia che portava al prato, e si avviarono verso la piscina. C'era un uomo che nuotava sotto l'acqua verdazzurra; ogni tanto alzava la testa per respirare in fretta e subito la reimmergeva. Sotto la superficie increspata e screziata di sole, era un essere color carne, dalla vaga forma umana, che sfrecciava da un'estremità della piscina all'altra. Una gamba artificiale, avvolta in un foglio di plastica trasparente, stava tra Claire Pack e la piscina, accanto alla scaletta cromata che scendeva nell'acqua. La radio suonava Glenn Miller. — Claire? — chiese esitante Connington. La donna non si era mossa nell'udire i passi che si avvicinavano. Stava canterellando al ritmo della musica, e tamburellava sull'asciugamano con le unghie laccate di rosso di due lunghe dita. Si girò lentamente e guardò Connington dall'alto in basso. — Oh — disse seccamente. Il suo sguardo si posò sulla faccia di Hawks. Aveva occhi verdi screziati di giallo-bruno, e le pupille erano contratte nella luce del sole. — Questo è il dottor Hawks, Claire — le disse pazientemente Connington. — È il vicepresidente responsabile della Divisione Ricerche, allo stabilimento principale. Ho telefonato per avvertirti. Cos'è questa commedia? Vorremmo parlare con Al. Claire agitò una mano. — Sedetevi. Fra un po' uscirà dalla piscina. Connington si assise goffamente sull'erba. Dopo un momento, Hawks sedette meticolosamente, a gambe incrociate, sul bordo dell'asciugamano. Claire Pack si sollevò, con le ginocchia sotto al mento, e guardò Hawks. — Che genere di lavoro intende proporre ad Al? Connington rispose laconicamente: — Del genere che piace a lui. — Mentre Claire sorrideva, guardò Hawks e disse: — Sa, mi dimentico. Tutte le volte. Penso con piacere a quando verrò qui, e poi quando la vedo mi ricordo com'è. Claire Pack non gli badò neppure. Stava guardando Hawks, con la bocca incurvata in un'espressione incuriosita e interessata. — Il genere di lavoro che piace ad Al? Lei non mi sembra il tipo d'uomo coinvolto nella violenza, dottore. Come si chiama, di nome? — Girò la testa per dare un'occhiata a Connington. — Dammi una sigaretta. — Edward — disse sottovoce Hawks. Guardava Connington che si frugava in una tasca interna, estraeva un pacchetto nuovo di sigarette, lo apriva, ne tirava fuori una e la porgeva alla donna. Senza guardare Connington, lei disse: — Accendila. — Inarcò un sopracciglio scuro in direzione di Hawks. La bocca larga sorrise. Ti chiamerò Ed. — Gli occhi rimasero calmi, imperturbabili. Connington, alle spalle di Claire, si asciugò le labbra con il dorso della mano, le strinse intorno al filtro e accese la sigaretta con l'accendino ornato dal rubino. Il bocchino della sigaretta era coperto di carta rossa lucida, per nascondere le tracce di rossetto. Connington aspirò, poi la posò tra le due dita alzate di Claire, e si rimise il pacchetto nella tasca interna. — Puoi farlo — disse Hawks a Claire Pack, con un lieve sorriso. — Io ti chiamerò Claire. Lei inarcò di nuovo un sopracciglio, aspirando il fumo della sigaretta. — Sta bene. Connington guardò oltre la spalla della donna. I suoi occhi rabbiosi quasi erano pieni di lacrime. Ma c'era in essi anche qualcosa d'altro. C'era una sorta di divertimento, nel modo in cui egli disse: — Oggi non incontriamo altro che gente che muove il mondo, dottore. E tutti vanno in direzioni diverse. E molto in fretta. Non abbassi la guardia. — Farò del mio meglio — disse Hawks. — Non credo che Ed sia un tipo molto morbido, Connie — disse Claire, scrutando Hawks. Questi non disse nulla. L'uomo nella piscina aveva smesso di nuotare e stava smuovendo l'acqua con le mani. Solo la testa affiorava dalla superficie, e i corti capelli chiarissimi spiovevano dalla sommità del cranio piccolo e rotondo. Gli zigomi erano sporgenti, il naso affilato: portava un paio di baffetti tagliati corti. Gli occhi erano indecifrabili a quella distanza, con il riflesso ondeggiante del sole che gli danzava sulla faccia. — Così va la vita — stava mormorando Connington a Claire Pack, sprezzantemente, senza notare che Barker li osservava. — Tutto scientifico. Tutto in equilibrio. Nulla va sprecato. Nessuno è capace di fregare il dottor Hawks. Hawks disse: — Il signor Connington mi ha conosciuto personalmente solo questo pomeriggio. Claire Pack rise, con un vivace tintinnio metallico. — La gente ti offre da bere, Ed? — Non credo che funzionerà neppure questo sistema, Claire — ringhiò Connington. — Stai zitto — disse lei. — Allora, Ed? — Alzò leggermente il — Sì, grazie. Il signor Barker si deciderebbe a uscire dalla piscina se io gli voltassi le spalle mentre si fissa la gamba? Connington disse: — Claire non è mai tanto chiassosa, dopo che ha fatto la prima impressione. Si guardi da lei. Claire rise di nuovo, ributtando all'indietro la testa. — Al uscirà quando ne avrà voglia. Magari gli piacerebbe che io vendessi i biglietti per lo spettacolo. Non preoccuparti per Al, Ed. — Svitò il coperchio del — Perfettamente, Claire — disse Hawks. Prese il coperchio-bicchiere e sorseggiò. — Ottimo. — Poi lo tenne in mano, e attese che lei si servisse. — E io? — chiese Connington. Guardava i capelli che si agitavano lievemente sulla nuca della donna, e aveva gli occhi velati. — Vai a prendere un bicchiere in casa — rispose lei. Si tese e toccò con il bicchiere l'orlo di quello di Hawks. — Alla vita ben equilibrata. Con un sorriso fuggevole, Hawks bevve. Claire tese la mano e gliela posò sulla caviglia. — Abiti da queste parti, Ed? Connington disse: — Adesso la provocherà e la pren derà nella rete, e poi la masticherà a dovere e la risputerà fuori, Hawks. Gliene offra una mezza occasione, e quella lo farà. È la più gran vacca dei due continenti. Ma è logico che Barker si tenga intorno una così. Claire girò la testa e le spalle e guardò in faccia Connington per la prima volta. — Stai cercando di provocarmi, Connie? — chiese in tono blando. Una sorta di guizzo passò sulla faccia dell'uomo; ma poi disse: — Il dottor Hawks è qui per affari, Claire. Hawks alzò curiosamente lo sguardo verso Connington, oltre l'orlo del bicchiere di plastica. Per un attimo i suoi occhi neri rimasero assorti, poi si spostarono, meditabondi, su Claire Pack. La donna si rivolse a Connington: — Tutti quanti, dappertutto, hanno sempre qualche affare da trattare. Chiunque valga qualcosa. Tutti vogliono qualcosa. Qualcosa di più importante di tutto il resto. Non è giusto, Connie? Bene, tu bada agli affari tuoi e io mi farò i miei. — Il suo sguardo tornò a posarsi su Hawks, cogliendolo alla sprovvista. Lo fissò negli occhi, per un momento. — Sono sicura che Ed è capace di farsi gli affari suoi — disse. Connington avvampò, torse la bocca per dire qualcosa, si girò bruscamente e s'incamminò sull'erba. Con un breve lampo espressivo, Claire Pack sorrise a se stessa. Hawks beveva a piccoli sorsi. — Adesso lui non guarda più. Puoi togliere la mano dalla mia caviglia. La donna sorrise, docile. — Connie? Lo tormento per fargli un favore. Continua a venir qui, da quando ha conosciuto me e Al. Il fatto è che… non può venire solo, capisci? Per via della curva della strada. Potrebbe venire, se rinunciasse a guidare quei macchinoni, oppure potrebbe farsi accompagnare da una donna per aiutarlo. Ma non porta mai donne, e non vuol saperne di rinunciare né alla — Gli uomini che porta qui — chiese Hawks — davvero tu li mastichi e li risputi? Claire rovesciò la testa all'indietro e rise. — Sono uomini di tutti i tipi. Gli unici per cui valga la pena di perdere tempo sono quelli che non riesco a distruggere la prima volta. — Ma ci sono altre volte dopo la prima? Quando finisce? E non volevo dire che ci stava guardando Connington. Alludevo a Barker. Si sta issando fuori dalla piscina. Hai fatto apposta a mettere qui la sua gamba artificiale perché debba faticare per riprenderla? Solo perché sapevi che stava per arrivare un altro uomo e avevi bisogno di fargli capire quanto sei crudele? O lo fai per provocare Barker? Per un momento, la pelle intorno alle labbra di lei parve corrugarsi. Poi Claire disse: — Sei curioso di scoprire fino a che punto è un — Non credo che sia un — E neppure io ti conosco abbastanza bene, Ed. Per un momento Hawks non rispose. — Sei amica di Barker da molto tempo? — chiese finalmente. Claire Pack annuì e sorrise con aria di sfida. Hawks chinò il capo, prendendo nota mentalmente. — Connington aveva ragione. Barker aveva le braccia lunghe e lo stomaco piatto e peloso, e portava un paio di calzoncini da bagno — Al, questo è il dottor Hawks — disse imparziale Claire. — Non è un medico. È della Continental Electronics. Vuole parlare con te. L'ha portato Connie. — Felice di conoscerla — disse Barker, tendendo cordialmente la mano. Sulla pelle screziata c'erano cicatrici da ustioni. Una metà della faccia aveva la liscia regolarità della chirurgia plastica. — Ho sentito parlare di lei. Sono molto onorato. Hawks gli strinse la mano. — Non ho mai conosciuto un inglese disposto a farsi chiamare Al. Barker rise: una risata fragile. La sua faccia cambiò, sottilmente. — Per la verità, io sono inglese quanto il maiale di Paddy. Sono di nazionalità amerinda. — I nonni di Al erano Apaches Mimbreño — disse Claire, con una sorta d'intonazione speciale. — Suo nonno era l'uomo più pericoloso del continente nordamericano. Suo padre trovò un filone d'argento che era il più ricco mai trovato. Conserva ancora il primato, tesoro? — Strascicò la domanda e, senza aspettare risposta, aggiunse: — E Al ha ricevuto un'istruzione universitaria al livello della Ivy League. Il viso di Barker si andava contraendo; gli zigomi piccoli e sporgenti erano impalliditi. Bruscamente, prese il Hawks attese un momento. Guardò Barker che finiva lo Barker si fermò, abbassando a mezzo il — Non entrerei a far parte della confraternita. — Ad Al non capiterebbe mai — disse Claire, appoggiandosi sui gomiti. — Perché, vedi, al termine dell'iniziazione lui apparteneva di pieno diritto alla confraternita. A prezzo di un ricordo destinato a durare per tutta la vita, durante gli ultimi tre anni prima di laurearsi, si fece una certa posizione. E ne ha ricavato un fiume ininterrotto di lettere imploranti da parte della commissione dei fondi. — Passò il palmo della mano sulla parte lucida del mento di Barker e gli fece scorrere le dita lungo la spalla e il braccio. — Ma dov'è oggi il Delta Omicron? Dove sono le nevi dell'altr'anno? Dov'è il ragazzo Mimbreño? — rise e si appoggiò alla coscia di Barker. Barker la guardò con sarcastico divertimento, le passò tra i capelli le dita di una mano. — Non si lasci fuorviare da Claire dottore — disse. — È solo il suo modo di fare. — Sembrava non accorgersi che le sue dita si erano strette intorno alle ciocche dei capelli schiariti dal sole, e le torcevano leggermente, spietatamente. — A Claire piace mettere gli altri alla prova. Qualche volta lo fa buttandosi loro addosso. Ma non vuol dire nulla. — Sì — fece Hawks. — Ma io sono venuto per parlare con lei. Barker sembrava non avere udito. Guardò Hawks con gelida imparzialità. — È interessante il modo in cui ci siamo conosciuti, io e Claire. Sette anni fa, ero su una montagna delle Alpi. Girai intorno a una parete liscia… c'era voluta una Claire rise sommessamente, appoggiandosi a Barker e levando gli occhi verso Hawks. — Per la verità — disse — avevo fatto il giro per la via più facile, insieme a un paio di ufficiali francesi. Io volevo scendere per la via da cui era salito Al, ma loro dissero che era troppo pericolosa, e rifiutarono. — Poi scrollò le spalle. — Perciò discesi la montagna insieme con lui. Per la verità, non sono molto complicata, Ed. — Ma prima che venisse via con me, dovetti maltrattare un po' i francesi — disse Barker: e si capiva benissimo ciò che intendeva. — Credo che uno abbiano dovuto portarlo via con un elicottero. E non ho mai dimenticato come bisogna fare per tenerla in pugno. Claire sorrise. — Io sono la donna di un guerriero, Ed. — All'improvviso si mosse, e Barker lasciò ricadere la mano. — O almeno, a noi piace pensarlo. — Fece scorrere le unghie giù per il dorso di Barker. — Sono passati sette anni, e nessuno mi ha ancora portata via. — Per un istante gli sorrise affettuosamente, poi assunse di nuovo un'espressione di sfida. — Perché non parli ad Al del nuovo lavoro, Ed? — Nuovo lavoro? — Barker sorrise con fare esperto. — Vuol dire che Connie è venuto davvero quassù per parlare d'affari? Hawks studiò Claire e Barker per un momento. Poi si decise. — Bene. Mi risulta che lei ha il benestare dei servizi di sicurezza, signor Barker. Quello annuì. — Infatti. — Sorrise al ricordo. — Ho lavorato un po' per il governo, a suo tempo. — In questo caso, vorrei parlarle in privato. Claire si alzò pigramente, assestandosi il costume da bagno sui fianchi. — Andrò a stendermi sul trampolino per un po'. Naturalmente, se fossi una spia sovietica efficiente, avrei sepolto microfoni dappertutto, nel prato. Hawks scosse il capo. — Se fossi una spia veramente efficiente, avresti un solo microfono direzionale… magari sul trampolino. Non ti occorrerebbe altro. Comunque, se t'interessa, sarei felice di mostrarti come si fa a sistemarne uno, una volta o l'altra. Claire rise. — Nessuno riesce mai a fregare il dottor Hawks. Dovrò ricordarmelo. — Si allontanò lentamente, ancheggiando. Barker si voltò per seguirla con gli occhi, sino a quando lei fu arrivata dall'altra parte della piscina e si fu sdraiata sul trampolino. Poi si rivolse a Hawks. — «Ella cammina in bellezza, come la notte»… anche nel fulgore del giorno, dottore. — Immagino che sia di suo gusto — disse Hawks. Barker annuì. — Oh, sì, dottore… Prima dicevo sul serio. Non si lasci indurre a dimenticarlo, qualunque cosa dica o faccia Claire. Lei è mia. E non perché io ho denaro, o belle maniere, o fascino. Il denaro ce l'ho, ma Claire è mia per diritto di conquista. Hawks sospirò. — Signor Barker, ho bisogno di lei per fare qualcosa che pochissimo uomini al mondo sembrano in grado di fare… ammesso che ce ne sia qualcuno capace di tanto, a parte lei. Ho poco tempo per cercarne altri. Quindi, le dispiace dare un'occhiata a queste fotografie? Hawks si frugò nella tasca interna della giacca e ne estrasse la piccola busta. Aprì il fermaglio, ne sollevò il lembo, e tirò fuori un sottile pacchetto di foto. Le guardò meticolosamente, di taglio, in modo da esser l'unico a vederle, ne scelse una e la passò a Barker. Barker la guardò, incuriosito, aggrottò la fronte e dopo un momento la restituì a Hawks. Hawks la mise sotto al piccolo mazzo. Mostrava un paesaggio che, a prima vista, sembrava formato da mucchi di neri blocchi d'ossidiana e da nubi d'argento. Sullo sfondo vi erano altre nubi di polvere, e ombre asimmetriche incombenti. Nuovi particolari complessi continuavano ad attirare l'occhio, fino a quando era impossibile seguirli tutti e bisognava ricominciare daccapo. — Che cos'è? — chiese Barker. — È bellissimo. — È un luogo — rispose Hawks. — O forse no. Forse è una struttura artificiale… o una cosa viva. Ma si trova in una località precisa, facilmente accessibile. E in quanto a bellezza, la prego di tener presente che è un'istantanea, scattata al cinquecentesimo di secondo, otto giorni fa. — Cominciò a passare le foto a Barker. — Vorrei che guardasse anche queste. Sono immagini di uomini che sono stati là. Barker lo guardava in faccia, stranamente. Hawks proseguì: — La prima foto è del primo uomo che c'è andato. A quel tempo, non prendevamo precauzioni maggiori di quelle che richiederebbe una spedizione con dei rischi. Cioè quell'uomo aveva il migliore equipaggiamento speciale che noi potessimo fornirgli. Ora Barker stava guardando la fotografia, affascinato. Le sue dita sussultarono, quasi la lasciarono cadere. L'uomo la strinse più forte, fino a piegare l'orlo della carta, e quando la restituì, vi aveva lasciato l'impronta scura dei polpastrelli. Hawks gli porse un'altra foto. — Questi sono due uomini — disse spietato. — Pensavamo che forse in due avrebbero avuto più facilità a sopravvivere. — Riprese quella fotografia e ne consegnò un'altra. — Questi sono quattro. — Riprese anche quella e tacque un attimo. — Dopo cambiammo metodo. Ideammo un tipo di equipaggiamento speciale, e da allora non abbiamo più perduto un uomo. Ecco la più recente. — Consegnò a Barker l'ultima foto. — È un certo Rogan. — E attese. L'altro alzò gli occhi intenti dalla fotografia. — Lo fa sorvegliare perché non si uccida? Hawks scosse il capo, fissando Barker. — Sarebbe disposto a fare qualunque cosa, pur di non morire di nuovo. — Radunò le foto e se le rimise in tasca. — Sono venuto a offrirle lo stesso lavoro. Barker annuì. — Naturalmente. — Aggrottò la fronte. — Non so. O meglio, non ne so abbastanza. Hawks indugiò un attimo a pensare. — Questo posso dirglielo, prima che lei accetti l'incarico. Ma nient'altro. È sulla Luna. — Sulla Luna? Hawks non rispose; dopo un momento Barker scrollò le spalle e disse: — Quanto tempo ho per prendere una decisione? — Tutto il tempo che vuole. Ma chiederò a Connington di mettermi in contatto domani con gli altri eventuali candidati. — Dunque ho tempo fino a domani. Hawks scosse il capo. — Non credo che Connington potrà trovarne altri. Vuole che sia lei ad andare. Perché non lo so. Barker sorrise. — Connie fa sempre dei progetti per gli altri. — Non mi sembra che lei lo prenda molto sul serio. — E lei? In questo mondo vi sono persone che agiscono e persone che tramano. Quelli che agiscono fanno le cose, e quelli che tramano cercano di arrogarsene il merito. Dovrebbe saperlo come lo so io. Un uomo non arriva alla sua posizione senza fornire risultati. — Guardò Hawks con aria saputa e, per un momento, con calore. — E lui? — Anche Connington è vicepresidente della Continental Electronics. Barker sputò sull'erba. — Recluteremo del personale. È esperto nel pagare gli ingegneri per sottrarli alla concorrenza. Qualunque altro furbo ci riuscirebbe. Hawks scrollò le spalle. — Che cos'è? — insistette Barker. — Una specie di truffatore autorizzato? Un raccontafrottole con un fascio di Barker aveva contratto le labbra, scoprendo i denti lucidi. La pelle del viso era tirata dai muscoli tesi, all'incardinatura della mascella. — Quello crede di avere il diritto di fare progetti per me. Pensa: «Ecco un altro idiota che posso sfruttare ogni volta che ho bisogno di lui, e di cui posso sbarazzarmi quando non mi serve più». Ma non è così. Vuol discutere d'arte con me, dottore? Occidentale od orientale. O di musica. Scelga pure un settore qualunque della cultura. Li conosco tutti. Sono un uomo completo, Hawks… — Barker si alzò in piedi, goffamente. — Un uomo migliore di tutti gli altri che conosco. E adesso andiamo a raggiungere la signora. Si avviò attraverso il prato, e Hawks si alzò lentamente e lo seguì. Claire, distesa sul trampolino, alzò la testa, si girò adagio su se stessa e si levò a sedere. Tese le braccia dietro di sé, puntellandosi, e chiese: — Com'è andata? — Oh, non preoccuparti — le rispose Barker. — Sarai la prima a saperlo. Claire sorrise. — Allora non hai ancora deciso? Non è un lavoro abbastanza affascinante? Hawks vide che Barker aggrottava la fronte, irritato. La porta di casa che dava in cucina si chiuse con un sospiro e Connington proruppe in una risatina sommessa, alle loro spalle. Nessuno l'aveva sentito attraversare la fascia erbosa tra l'edificio e quella parte della piscina. Con una mano strinse un bicchiere usato, facendolo dondolare, e con l'altra teneva una bottiglia semivuota. Aveva la faccia avvampata, gli occhi spalancati per l'effetto di una grande quantità di liquore trangugiata in poco tempo. — Ci stai, Al? Immediatamente, sulla bocca di Barker lampeggiò una smorfia bellicosa che gli snudò i denti. — Naturalmente! — esclamò con un tono di sorprendente disperazione. — Non potevo lasciarmi scappare l'occasione… per niente al mondo! Claire sorrise lievemente, tra sè. Hawks li teneva d'occhio, tutti e tre. Connington riprese a ridacchiare. — Che altro potevi dire? — chiese ridendo a Barker. Agitò un braccio, in un gesto ironico. — Ecco un uomo famoso per le sue decisioni fulminee. Sempre le stesse. — Il segreto non era più un segreto. Lo scherzo era in atto. — Non capite, vero? — chiese ai tre che stavano sul bordo della piscina. — Voi non vedete le cose come le vedo io. Lasciate che mi spieghi. «Un tecnico… come lei, Hawks, vede il mondo intero come causa ed effetto. E spiegato in quel modo, il mondo è coerente: quindi, perché guardare oltre? Un uomo come te, Barker, vede il mondo mosso dalle azioni degli uomini forti. E anche il «Ma il mondo è grande. E complicato. Una risposta parziale può apparire come se fosse completa, e può reggere come se lo fosse, per parecchio tempo. Per esempio, Hawks può convincersi di manipolare le cause e produrre gli effetti che vuole. E tu, Barker, tu puoi considerare te stesso e Hawks come tipi superiori. Superuomini. Hawks può considerarti come un fattore specifico da inserire in un ambiente nuovo, in modo da poter risolvere tale ambiente. Tu puoi considerarti come il personaggio indomabile che affronta l'ignoto. E così via, all'infinito, in girotondo, e chi ha ragione? Tutti e due? Può darsi. Ma potete sopportare di svolgere insieme lo stesso lavoro?» Connington rise di nuovo, con i tacchi alti piantati nel prato. — Io, l'addetto al personale. Io non guardo alla causa e all'effetto. Io non guardo gli eroi. Spiego il mondo in un modo diverso. «Qualche volta tengo da conto gli individui… li conservo per il lavoro giusto, per farli reagire nel modo giusto. Li tengo da parte per la gente giusta. «Barker, Hawks… voi sarete il mio capolavoro. Perché, sicuro come il fatto che Dio ha creato il male, ha fatto incontrare anche voi due… e io, |
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