"Il satellite proibito" - читать интересную книгу автора (Budrys Algis)2Il direttore del personale della Continental Electronics era un uomo dalla faccia larga che si chiamava Vincent Connington. Entrò a passo vivace nell'ufficio di Hawks e gli strinse entusiasticamente la mano. Indossava un abito di — Sembra che se la cavino bene — disse Hawks, in tono neutro. Cominciava inconsciamente a raddrizzarsi sulla sedia e a nascondere il viso dietro una maschera inespressiva. Il suo sguardo sfiorò gli stivaletti di Connington, una volta sola, e poi li evitò con cura. — Almeno, il suo dipartimento mi invia alcuni ottimi tecnici. Connington ostentò un gran sorriso. — Nessuno ne ha di migliori. — Poi si sporse verso Hawks. — Ma questa è roba normale. — Si tolse dal taschino il Hawks disse, guardingo: — Spero che possa farlo. Immagino ci vorrà un po' di tempo per trovare un uomo che corrisponda ai requisiti specificati. Mi auguro che lei si renda conto che, purtroppo, non abbiamo molto tempo. Io… Connington l'interruppe, agitando una mano. — Oh, ce l'ho già. L'avevo in mente da parecchio tempo. Hawks inarcò le sopracciglia. — Davvero? Dall'altra parte della semplice scrivania d'acciaio, Connington sorrise con aria astuta. — Le riesce difficile crederlo? — Si assestò più comodamente sulla poltrona. — Dottore, immagini che qualcuno venga da lei e le chieda di fare un particolare lavoro… progettare un circuito per svolgere una data funzione. Ora, supponiamo che lei frughi in un cassetto della scrivania, tiri fuori un foglio di carta e dica «Ecco qui». E allora? Così, dopo che quello ha finito di scuotere la testa e di dire quanto è difficile credere che lei avesse il progetto proprio lì, lei può spiegargli che in realtà non fa altro che occuparsi di elettronica. E che anche quando non pensa a un particolare problema, pensa all'elettronica in generale: perciò, essendone interessato, continua a seguirla, e sa come vanno le cose nell'intero campo. Perciò pensa ad alcuni dei problemi in cui probabilmente si finirà per incappare, e qualche volta le soluzioni le vengono in mente con tanta facilità che lei non lo considera neppure lavoro. Perciò ha tenuto da parte queste soluzioni in attesa del momento buono per tirarle fuori. Capisce? Non è magia. È solo un uomo capace, che fa il suo lavoro. Connington sorrise di nuovo, a tutti denti. — Ora, io ho un uomo che sembra fatto apposta per il suo progetto. Lo conosco come le mie tasche. E so qualcosa anche sul suo conto, dottore. Ho ancora molto da imparare su di lei, ma non credo che ne rimarrei molto sorpreso. E ho trovato il suo uomo. È sano, è disponibile, e negli ultimi due anni, ogni sei mesi, l'ho fatto controllare dai servizi di sicurezza. È tutto suo, dottore. Non sto scherzando. — Vede, dottore… — Connington s'intrecciò le mani sullo stomaco e le piegò a rovescio, facendo scricchiolare le nocche — lei non è il solo capace di muovere il mondo. Hawks aggrottò lievemente la fronte. — Di muovere il mondo? — La sua espressione era impenetrabile. Connington ridacchiò sommessamente tra sé, come se pensasse a un bello scherzo. — A questo mondo c'è gente d'ogni genere. Ma si divide in due gruppi principali, uno grande e uno più piccolo. C'è la gente che viene mossa, tolta di mezzo o messa in riga, e poi ci sono quelli che muovono gli altri. È più sicuro e in fondo più comodo andare dove vieni spinto. Non ti assumi nessuna responsabilità, e se fai quello che ti dicono, di tanto in tanto ti gettano anche un pesce in premio. «Essere uno di coloro che muovono il mondo non è molto sicuro, perché si può anche andare a finire in un guaio, e non è comodo, perché si continua a correre avanti e indietro e soprattutto tocca a te procurarti il pesce da solo. Ma è molto più divertente.» Guardò Hawks negli occhi. — Non è vero? Hawks disse: — Signor Connington… — Ricambiò apertamente lo sguardo dell'altro. — Non sono convinto. L'individuo che ho chiesto io deve essere di un tipo Connington si dondolò un po', ridacchiò, e tolse un sigaro verdastro da una custodia di cuoio bulinato che aveva nel taschino. Ne recise la punta con uno spuntasigari d'oro fissato alla custodia da una catena d'oro, e l'accese con un accendino d'oro ornato da un rubino. Aspirò, e lasciò fuggire il fumo tra i grossi denti spaziati regolarmente. I suoi occhi scintillavano dietro la spira di fumo che aleggiava nell'aria, davanti al volto. — Parliamone da persone educate, dottor Hawks — disse. — E consideriamo la cosa alla luce della ragione. La Continental Electronics la paga per dirigere la Divisione Ricerche, e lei è il migliore che ci sia. — Connington si sporse appena un poco in avanti, spostò appena un poco il sigaro tra le dita, e cambiò la curva del sorriso. — La Continental Electronics mi paga per dirigere il Servizio Personale. Hawks rifletté per un minuto, poi disse: — Molto bene. Quando posso vedere quell'uomo? Connington si dondolò di nuovo all'indietro, e trasse dal sigaro una boccata soddisfatta. — Anche subito. Vive qui vicino, sulla costa… là su quelle scogliere. — Ne conosco l'ubicazione, più o meno. — Bene. Se lei ha un'ora a disposizione, cosa ne direbbe di andarci subito? — Non ho nient'altro da fare, se salta fuori che quello non è l'uomo adatto. Connington si stiracchiò e si alzò. La cintura gli scivolò sotto lo stomaco sporgente, ed egli si fermò per tirarsi su i calzoni. — Permetta una telefonata — mormorò pro forma senza togliersi il sigaro dalla bocca, e allungò le mani sulla scrivania di Hawks. Chiamò un numero esterno e parlò brevemente con qualcuno — per un attimo anche in tono acido — per annunciare che stavano arrivando. Poi chiamò il Hawks annuì e si alzò. Connington gli rivolse un gran sorriso. — Mi fa piacere, quando qualcuno mi dà corda. Mi piacciono quelli che rimangono sospettosi quando offro loro ciò che vogliono. — Stava ancora ridendo per il suo scherzo ben riuscito. — Più mi danno corda, e più io ho spazio operativo. Lei non la vede così. Se lei trova qualcuno che può darle fastidio, abbassa la saracinesca. Si chiude nel suo guscio e ci resta, perché ha paura che si tratti di un fastidio che non è in grado di risolvere. Fanno quasi tutti così. Ecco perché, uno di questi giorni, io diventerò il presidente di questa azienda, mentre lei rimarrà capo della Divisione Ricerche. Hawks sorrise. — E allora le farebbe piacere, partecipando al Consiglio d'Amministrazione, dover dire che il mio stipendio deve essere più alto del suo? — Già — disse Connington, con aria riflessiva. — Già, ci sarebbe anche quello. — Gettò a Hawks un'occhiata di sbieco. — E fa anche sul serio. Fece cadere la cenere del sigaro proprio al centro della carta assorbente, sulla scrivania di Hawks. — Qualche volta fa molto caldo dentro alla sua tuta isolata, non è vero? Hawks abbassò lo sguardo imperturbabile sulle ceneri e poi l'alzò verso il volto di Connington. Frugò in un cassetto, ne tirò fuori una piccola busta e se la mise in tasca. Poi chiuse il cassetto. — Credo che la sua macchina ci stia aspettando — disse senza alzare la voce. Percorsero l'autostrada costiera con la Le scogliere erano a piombo, composte di una pietra ruvida e friabile che si era spaccata verticalmente, lasciando solchi e canaloni il cui fondo era pieno degli stessi detriti che erano stati usati per formare la strada. L'auto avanzava frusciando, con un parafango che sporgeva sull'acqua e l'altro a una trentina di centimetri dalla roccia. Avanzarono in questo modo per alcuni minuti, mentre Connington canticchiava tra sé con voce tenorile e Hawks se ne stava tranquillo, con le mani sulle ginocchia. La strada cambiò, divenne una pendenza ricavata dalla parete rocciosa: in molti punti, la pietra friabile sporgeva pericolosamente sulla strada. Attraversarono uno stretto, malconcio ponte di tronchi lungo quanto due automobili, che scavalcava un fossato più ampio degli altri. La spaccatura a cuneo che si apriva nel precipizio aveva una profondità di una trentina di metri. L'oceano vi penetrava direttamente, poiché in quel punto non c'era spiaggia, e anche adesso, con la bassa marea, l'acqua si avventava nella base del crepaccio e si infrangeva in una fontana di spuma. Le gocce bagnarono il parabrezza. Il ponte di legno era disposto ad angolo, a una quindicina di metri dal livello dell'acqua, a circa un terzo dell'altezza della parete, e la sua parte inferiore sgocciolava. La strada proseguiva oltre il ponticello, ma Connington fermò la macchina con le ruote girate verso una cassetta per le lettere di acciaio lucido, sistemata su un palo. Lì accanto c'era un viottolo ancora più stretto, che saliva ripido entro il fianco del crepaccio e spariva dietro un'improvvisa rientranza. — È lui — borbottò Connington, indicando con il sigaro la cassetta delle lettere. — Barker. Al Barker. — Poi lanciò un'occhiata a Hawks, di sottecchi. — Mai sentito? Hawks corrugò la fronte, poi rispose: — No. — Non legge le pagine sportive? No… immagino di no. — Connington fece indietreggiare la — Barker è un tipo eccezionale — borbottò Connington, tenendo stretto tra i denti il mozzicone umido del sigaro. — Paracadutista durante la seconda Guerra Mondiale. Trasferito all'OSS nel 1944. Specializzato in assassinii politici. Aveva partecipato alle Olimpiadi invernali per il salto dal trampolino. Ha fatto parte di equipaggi di bob. Campione nazionale di tiro con la pistola nel 1950. Ha detenuto un primato di profondità per l'immersione in apnea. Era anche uno scalatore. Un paio di anni fa fracassò un idroplano fuoribordo sulla riva del Lago Mead. Fu là che lo conobbi, mentre ero in vacanza. Adesso ha costruito un'auto e l'ha iscritta a un Gran Premio. Ha intenzione di guidarla personalmente. Hawks aggrottò le sopracciglia, poi le spianò. Connington sogghignò maliziosamente, senza distogliere del tutto lo sguardo dalla strada. — Comincia a convincersi che io sapevo quel che facevo? Prima che Hawks avesse il tempo di rispondere, Connington fermò la macchina. Erano arrivati alla spaccatura della parete del crepaccio. Lì se ne apriva un secondo, meno profondo, che formava una deviazione invisibile dalla strada, oltre il ponte più sotto. Il viottolo svoltava così bruscamente che la — Dovrà aiutarmi lei, qui — disse Connington. — Scenda e mi dica quando le sembra che le ruote stiano per piombare nel vuoto. Hawks lo guardò, strinse le labbra e scese dalla macchina. Si infilò tra questa e la roccia, e si avviò alla deviazione. Guardò giù, fermo con la punta delle scarpe nere che sporgevano un po' oltre l'orlo. La spuma velava il fondo del canalone. Appesi a due sporgenze delle pareti scabre c'erano un paraurti d'auto e un pezzo di tela lacera, proveniente dalla cappotta di una Connington fece abbassare il vetro del finestrino con un rapido ronzio. — È roba di Barker — disse, alzando la voce per farsi udire nonostante il suono della risacca nel crepaccio. — L'ha lasciata lì il mese scorso. Per poco non ha fatto la stessa fine. Hawks si passò la punta della lingua sui denti anteriori, sotto il labbro. Si girò di nuovo verso la strada. — Bene, adesso — disse Connington — devo riuscire a vedere oltre la curva. Mi dica quanto spazio ho. Hawks annuì. Connington girò la macchina per quanto era possibile, fece marcia indietro, si fermò al segnale di Hawks e riprese ad avanzare Continuò a ripetere la manovra, facendo stridere i pneumatici anteriori da un lato all'altro della strada, fino a quando la — Avremmo dovuto lasciare la macchina laggiù e salire a piedi — osservò Hawks. Connington si avviò per la salita e si indicò i piedi. — Impossibile, con questi stivaletti — borbottò. Tacque un attimo, poi disse: — Barker affronta quella svolta a ottanta all'ora. — E lanciò un'occhiata di sbieco al suo compagno di viaggio. Hawks ricambiò l'occhiata. — Qualche volta. — Tutte le volte, tranne una. Da allora non ha più rallentato. — Connington ridacchiò. — Capisce, |
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