"Elizabeth A. Lynn - Watchtower" - читать интересную книгу автора (Lynn Elizabeth A)

riordinavano. L'inverno era appena iniziato, due settimane prima, e lui non era ancora molto abituato ad
affrontare il freddo. La se-conda grande nevicata era finita quella notte. No, pensò inton-tito, la neve
aveva smesso due giorni prima...

Dormì irregolarmente, in preda ai brividi. Si svegliò cer-cando di rotolare via. Qualcuno lo aveva preso a
calci nel fianco.

Alzò lo sguardo. Col Istor era in piedi davanti a lui e si stagliava contro l'azzurro cielo autunnale: capelli
neri, barba nera, una bruna faccia grassoccia da meridionale.

«Siamo appena riusciti a spegnere l'incendio,» disse come per caso a Ryke, quasi stesse parlando con
un amico e non con un avversario sconfitto e incatenato. «Quella gente impazzita ha dato fuoco alla
cucina piuttosto che arrendersi.» Si accovac-ciò. Indossava una cotta di maglia e portava uno spadone. Il
suo elmo di ferro sembrava una vecchia pentola. Puzzava di ce-nere. «Stai abbastanza al caldo?»

«Troppo vicino!», disse qualcuno dietro di lui, con voce secca.

«Chiudi il becco.» Era un uomo robusto, con delle grosse spalle. I suoi occhi scuri ispezionarono Ryke
come se il Coman-dante del battaglione fosse una capra marchiata per essere ma-cellata. «Combatti
bene,» disse. «Non sei veramente ferito, no? Nessuna ferita tranne quella botta sulla testa: ti ha salvato la
vita. Nessun osso rotto. Sei giovane. Ne sei uscito fuori meglio del tuo Signore.»

Ryke si mise lentamente a sedere. Pensò quasi di colpire quell'uomo con le catene che aveva attorno alle
mani, ma non gli rimaneva abbastanza forza nelle braccia per sollevare le pe-santi manette di ferro.

«Athor è morto.»

Col Istor ridacchiò.

«Non volevo dire il vecchio,» disse. «Voglio dire il giova-ne, il Principe.»

«Errel?»

Ryke batté le palpebre. Il fumo gli pizzicava gli occhi. Non aveva dormito per due giorni e la testa gli
pesava. Raccolse una manciata di neve e se la passò sulla faccia, cercando di pensare. Errel, il solo figlio
ed erede di Athor, era fuori a caccia quando Col e i suoi uomini avevano fatto la loro comparsa alla
Rocca cinque giorni prima. Non era tornato. Athor e i Comandanti avevano creduto che fosse in salvo.
Ryke lo aveva sperato, vi-vamente sperato.

«Non lo potete più prendere.»

«È qui tra noi,» disse Col Istor. Alzandosi in piedi, fece un cenno all'uomo che gli stava alle spalle. «Fallo
alzare.»

L'uomo si fece avanti e tirò su Ryke. Aveva delle grosse mani che muoveva in modo brusco. Ryke si
appoggiò contro il muro finché le sue gambe non smisero di tremare. Col lo os-servò con interesse
distaccato. Quell'uomo non sembrava un ge-nerale. Tutti sapevano che la guerra veniva dal nord. Era
nata tra le rocce, e si era rafforzata nella lotta continua, attualmen-te interrotta da una tregua, tra l'Arun e
lo stato che si trovava ancora più a nord, l'Anhard-di-là-dei-monti.