"K. W. Jeter - Dr Adder" - читать интересную книгу автора (Jeter K. W)

ticchettava, e tracciava traiettorie letali verso nemici per i quali rimanevo pressoché inviolato,
irraggiungibile.



CARNE ORGOGLIOSA



«Me ne vado» disse il giovane. NellaFattoria delle Uova di Phoenix era conosciuto come E. Allen
Limmit. Dirigeva il bordello aziendale.

«Stai scherzando» disse Bonna Cummins, direttrice del persona-le della fattoria. Gli lanciò un'occhiata
minacciosa attraverso la scri-vania, da sotto le sopracciglia alte un dito. Le si poteva leggere negli occhi
quello che pensava: guarda un po' lo stronzetto.

Limmit annuì, tentando di non farsi intimidire, di non farsi sovra-stare psicologicamente dalla mole
opprimente della donna. «Proprio così» disse lui. «Mi sono già messo d'accordo perun passaggio sulla
spedizione d'uova di stanotte per Los Angeles. Ho già pagato e fatto tutto il resto.»

«Che succede?» lo schernì la Cummins. «Come mai il frocetto della GPC non ti dà un passaggio sul suo
jet personale? Ha paura che gli sporchi la tappezzeria con le piume di gallina?» Si appoggiò allo
schienale, e con un'unghia a spatola tentò di estrarre qualcosa tra gli incisivi.

Per un istante, Limmit si guardò in giro distratto nell'ufficio an-gusto. Su una parete erano appese le
fotografie ingiallite e polverose delle migliori ovaiole della fattoria, oltre ad alcune istantanee più piccole
delle loro uova, con a fianco un uomo per farne risaltare le dimensioni.Gli occhi ,pensò Limmit
guardando quegli animali stu-pidi e piumati,mi hanno sempre fatto venire in mente quelli dei ca-valli.

Dalla finestra di fianco alla porta vedeva il pavimento del capan-none principale della fattoria, e si mise a
osservare le ovaiole bian-che e le pianificatrici tecniche affaccendate nei vari cubicoli. Attra-verso il vetro
penetrò un suono acuto e lamentoso. Limmit sobbalzò: sapeva di cosa si trattava. A poca distanza, al di
là dei muri del ca-pannone, oltre gli altri cubicoli e i dormitori, si trovavano i sobbor-ghi della città di
Phoenix. La sabbia dell'Arizona ricopriva le strade e le autostrade.Me ne vado da tutto questo ,disse a
se stesso.

«Fa parte del piano,» disse infine, ancora consapevole dello sguar-do indagatore di Bonna. «È
necessario che arrivi a Los Angeles in quel modo.»

«Ma perché sto ad ascoltarti?» chiese la Cummins aggrottando le spesse sopracciglia. «Che vadano a
farsi fottere le tue stupide macchinazioni, qualunque esse siano. A me interessa sapere chi dovrò mettere
al tuo posto per mandare avanti il maledetto bordello.»

Limmit scrollò le spalle e disse: «Sono affari tuoi.»

«Dovrei usare la tua faccia come zerbino. Lo sai chi dovrà man-darlo avanti? Io, ecco chi!» Con grande
sforzo si calmò. «Ma sarò gentile con te. Dopo che a Los Angeles ti avranno rotto il culo, potrai anche
ritornare qui strisciando, e ti ridarò il tuo vecchio lavoro. Ti farò persino trovare le tue stanze pronte, non
devi neppure preoccu-parti di portare via le cose.»